Quando diventi mamma il tempo cambia. Inesorabilmente. Inevitabilmente. Il tempo non è più tuo, acquista un valore nuovo, ricco, è la dimensione che più in assoluto viene destabilizzata e rivoluzionata dall'arrivo di un pupetto, che sia il primo o che sia il quinto, poco importa.
Ogni mamma si lamenta di non avere tempo a sufficienza (e io che mi lamentavo anche prima... puff... povera illusa...!), ogni mamma (e in fondo, anche ogni papà, suvvia...) sa che le giornate diventano una rincorsa al minuto, una staffetta tra un appuntamento e l’altro, un gioco di equilibri tra la spesa, la cena, il gioco con i figli e gli impegni di lavoro (e magari anche una doccia, giusto per gradire...).
Non voglio fare vittimismo (cosa che mi riesce sempre piuttosto bene!), ma vi sfido a trovare una mamma che sia pronta a dimostrare il contrario di quanto ho scritto sopra! C’è chi prende la cosa in modo zen, chi ci impazzisce, chi semplicemente cerca di fare il meglio che può, altalenando momenti di piena soddisfazione per essere riuscita a ultimare cena-nanna pupa-lavaggio piatti alle 9 di sera con attimi di sconforto per non avere nemmeno il tempo per fare pipì. Ecco, io rientro in quest’ultima casistica...
E allora capirete perché sono stata così contenta di sapere che avrò la possibilità di ridurre la pausa pranzo di mezz'ora e anticipare così l’uscita di 30 minuti! Eh sì, perché volete mettere quanto possono fare TRENTA bellissimi minuti in più al giorno a mia disposizione, tenuto conto che tra meno di un mese tornerò alla scrivania per 8 ore (... incubo!!!)? Potrò, ad esempio... fare shopping (sì, certo... in mezz'ora non so comperare neanche il latte nel negozietto accanto casa!), andare dalla parrucchiera, accorciare la lista di tutti quei progettini che mi affollano la mente, fissare finalmente gli appuntamenti con meccanico-idraulico-elettricista e sistemare tutte quelle cosette ancora in sospeso a casa...
Ma più semplicemente, potrò passare mezz'ora in più con la mia Polpetta. Mezz'ora, spero, per riuscire a sedermi e giocare con lei, per portarla a fare un giro in altalena o per farle un bel bagnetto... perché se esci di casa alle 8 di mattina e torni alle 6 la sera, anche queste piccole cose diventano un vero e proprio lusso. In fondo devo essere grata, perché avere Polpetta è un grande aiuto per tenere lo sguardo fisso sulle cose che davvero contano, su quelle che salvano e che ti aiutano a riportare un equilibrio tra le priorità della tua vita.
E voi, cosa fareste con mezz'ora in più al giorno?
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martedì 18 giugno 2013
venerdì 12 aprile 2013
Genitori Freestyle – Scelte genitoriali e stili di accudimento

Mi sa che sono una freestyle.
Me lo sono chiesta a lungo, quando ho saputo che sarei diventata mamma: che tipo di genitore sarei stata? Di sicuro avrei commesso errori, tanti, come tutti. Come ogni neo mamma che si rispetti, ho esplorato ogni angolo della rete alla ricerca di articoli, approfondimenti, esperienze ed opinioni per creare il mio manuale mentale di come si fa ad accudire nel migliore dei modi un neonato. Una ricerca quasi superflua, poi, perché praticamente in contemporanea all'annuncio al popolo della mia maternità sono arrivati i temutissimi consigli, quelli non richiesti di chi ti assale con le proprie esperienze assurde di maternità (“il parto? Un trauma!”, “Un bambino? Hai finito di dormire!”), e quindi nella mia mente si è creata una sorta di nube confusa che a tratti aveva i contorni di un quadro apocalittico di notti insonni e pianti isterici.
Il fatto è che, come mio solito, quando sto per affrontare qualcosa che non conosco mi viene un po’ di ansia, mi succede anche quando devo andare in qualche posto e non so la strada... E in questi casi avere mille consigli spesso contraddittori tra loro non aiuta: è come se ti spiegassero tre strade diverse per arrivare nello stesso posto; matematico che ti perdi!
Allora ho adottato una tecnica meravigliosa: sorridere gentilmente, ringraziando chiunque ti dà un consiglio, elargendo anche qualche convinto “hai ragione, proprio così!”, salvo poi fare di testa mia. Perché il migliore consiglio che mi è stato dato, dalle Sante Ostetriche che mi hanno accompagnata nell'avventura di diventare mamma, è che la mamma sono io, e solo io posso sapere cosa va bene e cosa no per la mia bambina. Tipo: come si prende in braccio un neonato? L’avrò allattato nel modo giusto? Si cambia in questo modo il pannolino? Avrò fatto bene? Che ansia...! Che ne sa il bambino di come vanno fatte le cose? Tu sei la mamma e i bambini si adattano come un guanto a quello che fa la loro mamma: basta che lei ci sia, e tutto va bene.
Paradossalmente, la forza mi è stata data proprio dalla mia piccola Polpetta: solo osservando lei sono riuscita a capire che non ci son regole, con i bambini, e che ogni mamma stabilisce con il proprio cucciolo un equilibrio unico che va al di là di regole, metodi e anche dei migliori consigli. Noi, quindi, mi sa che siamo freestyle: artisti della genitorialità, fondiamo tra loro stili diversi per crearne uno che si adatti alle nostre misure di famiglia.
Polpetta è il nostro giudice e il nostro ago della bilancia e per ora sembra una bimba felice: a noi il freestyle piace un casino!!!
Con questo post partecipo al blogstorming di genitoricrescono.com./p>
giovedì 21 marzo 2013
Sfide quotidiane e strategie di sopravvivenza: ci vuole stile!
Ci vuole stile. E tecnica, tanta, tanta tecnica. Le mamme lo sanno: ogni tentativo pianificazione per le giornate viene puntualmente vanificato tra i 5 e i 10 minuti successivi al suono della sveglia (no, in effetti, forse anche prima...). Così si diventa agili come i gatti, plasmabili e “allungabili” un po’ come la mamma degli Incredibili. E incredibili lo si diventa davvero...
Il bello è che stamattina sono arrivata in ufficio quasi (QUASI) puntuale. Striscio il badge e mi siedo. Tutto come ogni giorno, tutto normale, un nuovo inizio davanti al PC. Peccato per il sonno... e le occhiaie da fare invidia a un panda...
Sarà forse che: ore 02.15, Polpetta non respira causa mega raffreddore! Si lamenta nel lettino (già, ci siamo dimenticati dello sciroppo, poveretta, non è nemmeno colpa sua alla fine...), proviamo ad aiutarla... Cerca di pulirle il naso: pianto disperato. Proviamo con il “ciuccia-candela” (altrimenti detto aspiratore nasale”): pianto ancora più disperato. Forse ha la febbre... eh sì, qualche linea... e allora: tachipirina! Nuovo pianto disperato... Eh sì, povera Polpetta, lei ha sonno... va bene, allora cantiamole una canzoncina... e via col karaoke notturno! Ore 04.15: finalmente ci riaddormentiamo.
Ore 06.30: suona la sveglia (YUPPI!!!). Devo far la doccia, preparare il pranzo da mandare ai nonni insieme a Polpetta, prepararle la borsa con il cambio, allattare la pupa... No, decisamente non posso dormire mezz'ora in più... Insacchetto, allatto, spedisco Polpetta e paccottiglia dai nonni a mezzo SuperPapi e mi appresto a entrare in doccia... Come? 8.15?!? Ma che davvero? Va beh, 5 minuti di doccia, vestirsi al volo e via. Sì però aspetta che le sopracciglia sono un disastro... Doccia, asciuga i capelli, vestiti: però orecchini e collana che ho scelto non c’entrano nulla... 8.34: ottoetrentaquattro?!? Mi devo muovere! Borsa, cappotto, telefono, schiscetta per il pranzo, chiavi, scarpe... già, scarpe! Che non posso certo andare in ufficio in ciabatte! E che scarpe siano: però per una giornata come oggi, che almeno siano scarpe rosse, con tacco 10, che dopotutto oggi è primavera ed è una giornata difficile! Salgo in macchina: 8.50. Però ho ai piedi le scarpe rosse. E con le scarpe rosse si guida come nemmeno Schumacher ai tempi della Ferrari! E alla radio trasmettono anche “Maledetta Primavera”: da cantare a squarciagola tutta la vita!
Insomma, essere mamma e lavoratrice ti costringe a contorsioni spazio-temporali che nemmeno un Supereroe, ma ti aiuta anche a capire che è sempre possibile stare di fronte a quello che c’è e accettarlo con fiducia, serenità e a volte forse anche un pizzico di incoscienza, sempre consapevoli del fatto che ogni fatica è per un bene più grande. E noi che abbiamo sofferto i dolori del parto per regalare una nuova vita, non possiamo che fare nostra questa vera e grande strategia di sopravvivenza quotidiana!
Ringrazio genitoricrescono.com per avermi regalato la possibilità di affrontare questo tema con l’iniziativa blogstorming, a cui partecipo volentieri con questo post.
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