Capita anche a voi, a un certo punto dell'anno, di avere un'insaziabile voglia di affondare i piedi o le mani nella sabbia finissima di qualche spiaggia caraibica? A me succede spesso in questo periodo dell'anno, quando i primi caldi mi mettono voglia di calzoncini e infradito e le vacanze estive sono naturalmente ancora lontane anni luce.
Così, quando la scorsa settimana mentre gironzolavo nel mio garden center preferito mi sono imbattuta in un sacco da 25kg (sì ecco, 25 kg... ancora non so come ho fatto!!!!) di sabbia per bambini, non ho potuto fare altro che caricarmelo in macchina e portarlo a casa alle pupattole!
Confesso che già da qualche tempo gironzolavo su internet alla ricerca di una vasca di sabbia da mettere in giardino, ma complici i gatti dei vicini che non perdono occasione per lasciare ricordini in ogni angolo, ho optato per una più sicura scatola di plastica, chiusa con coperchio, e riempita a dovere di sabbia finissima.
Certo, il recinto di sabbia è un'altra cosa, ma ho avuto comunque una conferma: ai bambini basta poco, e l'entusiasmo con cui hanno affondato le mani nella scatola piena di sabbia era tale che in fondo sono stata contenta di non aver comprato una vera sand box!
Le vasche sensoriali si adattano perfettamente alle diverse età delle bimbe, ed è bello vedere come ciascuna si sia approcciata in modo diverso al gioco: la grande ha giocato con formine e animali, mentre la piccola terremotina ha preferito svuotare la scatola, spargendo sabbia per tutto il prato (e anche sui miei pantaloni neri, che lasciare le impronte delle manine sul pantalone della mamma è moooolto più divertente!).
La consistenza particolarmente fine della sabbia ha interessato molto le piccole, soprattutto Maddy che ha "lavorato" con entrambe le manine indifferentemente, scavando nella sabbia anche con la manina più piccola.
Unica avvertenza: alla fine del pomeriggio di giochi con la sabbia in giardino, la vostra voglia di mare e infradito avrà raggiunto livelli da paura!
E se non avete un giardino in cui spargere sabbia come non ci fosse un domani, date un'occhiata alla "sabbia" fai da te che si può giocare anche in casa: cliccate qui per il mio vecchio post in merito!
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giovedì 16 aprile 2015
lunedì 16 febbraio 2015
Vasca sensoriale a tema Carnevale!
La maggior parte di voi sarà già alle prese con quel che resta del Carnevale, mentre noi milanesi dobbiamo ancora entrare nel vivo di questa festa grazie al Carnevale ambrosiano.
Il risultato di una settimana intera di asilo (record storico da settembre ad oggi, vi prego di fare una ola adesso!!!) è che Polpetta sta scandendo i suoi pomeriggi urlando "Evviva il Carnevale!" come le hanno insegnato le maestre.
Mi è quindi sembrato doveroso offrire a lei e alla sorellina la possibilità di divertirsi un po' con coriandoli e stelle filanti, anche in casa: una bella scatola capiente, un pacchetto di "coriandoloni", che anche se si spargono in giro per casa li trovi subito, e qualche stella filante. Pochi ingredienti per una vasca sensoriale (o sensory box, come la chiamano quelli bravi) a tema carnevalesco, con un successo assicurato!
Il tutto ha tenuto impegnate le due belve per una buona mezz'ora, tempo infinito in particolare per Maddy che, a 11 mesi, difficilmente riesce a essere coinvolta da un'attività per così tanto tempo. Devo dire che il fatto che riuscisse ad afferrare i coriandoli con entrambe le mai le ha dato parecchia soddisfazione e ne sono contenta, perché il gioco sensoriale è tra le cose su cui voglio puntare di più per aiutarla nell'uso della manina.
Se siete terrorizzate all'idea di raccogliere coriandoli in casa per il resto dei vostri giorni, vi basterà mettere un tappeto o un lenzuolo sotto la scatola che userete per l'attività.
Quindi non avete più scuse: recuperate l'avanzo di stelle e coriandoli e lasciate pasticciare i vostri pupattoli!
Inutile, vero, che io vi specifichi che Polpetta è di nuovo malata...?
Il risultato di una settimana intera di asilo (record storico da settembre ad oggi, vi prego di fare una ola adesso!!!) è che Polpetta sta scandendo i suoi pomeriggi urlando "Evviva il Carnevale!" come le hanno insegnato le maestre.
Mi è quindi sembrato doveroso offrire a lei e alla sorellina la possibilità di divertirsi un po' con coriandoli e stelle filanti, anche in casa: una bella scatola capiente, un pacchetto di "coriandoloni", che anche se si spargono in giro per casa li trovi subito, e qualche stella filante. Pochi ingredienti per una vasca sensoriale (o sensory box, come la chiamano quelli bravi) a tema carnevalesco, con un successo assicurato!
Il tutto ha tenuto impegnate le due belve per una buona mezz'ora, tempo infinito in particolare per Maddy che, a 11 mesi, difficilmente riesce a essere coinvolta da un'attività per così tanto tempo. Devo dire che il fatto che riuscisse ad afferrare i coriandoli con entrambe le mai le ha dato parecchia soddisfazione e ne sono contenta, perché il gioco sensoriale è tra le cose su cui voglio puntare di più per aiutarla nell'uso della manina.
Se siete terrorizzate all'idea di raccogliere coriandoli in casa per il resto dei vostri giorni, vi basterà mettere un tappeto o un lenzuolo sotto la scatola che userete per l'attività.
Quindi non avete più scuse: recuperate l'avanzo di stelle e coriandoli e lasciate pasticciare i vostri pupattoli!
Aggiungete anche barattoli per i travasi e piccoli giocattoli da nascondere sotto i coriandoli: le piccole manine laboriose vi ringrazieranno!
Inutile, vero, che io vi specifichi che Polpetta è di nuovo malata...?
lunedì 9 febbraio 2015
Card tattili per piccole manine curiose
Tra i consigli che mi sono stati dati appena ho iniziato ad approfondire il lavoro che avrei dovuto fare per la manina di Maddy, c'è naturalmente quello di proporle attività che andassero a stimolare il tatto.
Ci sono tantissimi giocattoli oggi in commercio studiati per stimolare il tatto e l'uso della mano, ma naturalmente perché accontentarsi di quello che è già pronto quando si può fare qualcosa da sé a costo zero?
A dirla tutta, la manina di Maddy riesce ad afferrare meglio gli oggetti leggeri, da qui è nata la mia necessità di offrirle qualcosa di interessante dal punto di vista tattile, ma che fosse sufficientemente leggero e agile da spostare.
Così ho preparato questi dischetti di cartone, ricoperti ciascuno con un materiale diverso e interessante al tatto: spugna, cartone ondulato, plastica da imballaggio (o carta scoppiarella, come la chiamiamo noi!). Sul retro di ciascun disco ho invece incollato della carta colorata lucida, così che nello stesso oggetto vi fossero due esperienze tattili e visive differenti.
Il risultato non sarà certo elegante e rifinito, sia chiaro, ma Maddy ha apprezzato: la cosa che più le dà entusiasmo nel giocare con questi dischi tattili è il fatto di poterli afferrare con entrambe le mani e spostarli agevolmente, cosa che invece le riesce generalmente difficoltosa con i giocattoli più "strutturati" che ho trovato in commercio.
L'idea naturalmente può essere comunque replicata per tutti i piccoli esploratori alla scoperta del mondo! L'unico accorgimento: i nanerottoli tenderanno a esplorare i dischetti di cartone mettendoli naturalmente in bocca, quindi il tutto (nel mio caso è stato così) non avrà lunga vita, trattandosi di cartone... Ma pazienza, una ragione in più per inventarsi qualcosa di nuovo!
A presto!
lunedì 20 ottobre 2014
La forza di una manica rimboccata
La mente di una mamma non si spegne mai. Macina pensieri, pianifica, si domanda e si arrovella, sempre, per i propri figli. Anche se magari non lo vuole, anche se magari va tutto bene, la mente viaggia in lungo e in largo nel tempo. Sarà la natura delle mamme, che vorrebbero essere dovunque e comunque a fianco dei propri cuccioletti, per sostenerli, ma anche semplicemente per osservarli e godere della bellezza del loro camminare sicuri nel mondo.
Poi ci sono sguardi speciali, perché ti accendono dentro domande che si ripetono all'infinito e non hanno una risposta. Così mi succede quando guardo Maddy, la mia piccola pandorina che proprio in questo periodo inizia a fare i conti (seppur inconsapevolmente) con le fatiche e le difficoltà di quello che comporta la sua sindrome. La guardo e mi domando di lei, del suo futuro (ecco la mente che corre sempre avanti...), della fatica che farà a sostenere le occhiate discrete delle persone e gli sguardi che inevitabilmente cadono lì, sulla sua manina fortunata.
Mi chiedo come vivrà lei in un mondo che sempre meno accetta il diverso, il "difetto", dove se non sei perfetto spesso non sei nemmeno ritenuto degno di venire al mondo. Guardo quella sua manica sempre risvoltata un paio di giri all'insù e penso che sarà un po' l'emblema della sua vita, quel rimboccarsi le maniche. Per lei sarà tutto un po' in salita e vorrei essere sempre lì per spingerla un po' e alleviarle la fatica.
La mente di una mamma corre, ma l'occhio osserva e si fa sorprendere da quel frugoletto che dall'alto dei suoi sei mesi inizia a dar lezioni a noi grandi, trovando un nuovo modo per afferrare la vita. Tutto diverso da come avremmo potuto immaginarlo, ma non per questo meno perfetto.
(E niente, la patatona ha imparato ad afferrare il bibe con tutte e due le mani...lacrimuccia da condividere!)
giovedì 12 giugno 2014
Di mani, manine e manine speciali
Certe cose sono piú facili da raccontare se si é sedute su una terrazza e si guarda il mare, al fresco, dopo due mesi di ritmi folli, di pensieri affollati e di sfide difficili.
Il blog si é un po' rallentato perché l'arrivo di Maddalena mi ha assorbita e travolta in modo inaspettato. E ho pensato a lungo se raccontare sul blog una cosa cosí personale, che riguarda me, ma anche e soprattutto lei, ci ho pensato in tutti questi mesi e poi ho capito che era giusto farlo, per chi non osa chiedere, perché scrivere mi viene sempre piú facile che parlare e per tutte quelle mamme che si trovano nella mia situazione e ne hanno paura.
Maddalena é nata con una malformazione alla mano e al braccio destro, cosa di cui mi sono accorta io, mentre la allattavo, in sala parto. Impossibile vederla nelle ecografie. I giorni in ospedale sono stati faticosi, lei sempre via per centomila accertamenti, il latte che arrivava e tu che non potevi attaccarla, l'angoscia del non sapere cosa avesse (una sindrome? Un problema neurologico? Una malformazione localizzata?), la fatica di dirlo ai parenti...
A casa dall'ospedale i pensieri tristi hanno fatto spazio alla routine di tutti i giorni, ma il calendario di visite e accertamenti é stato serratissimo, e anora non si é concluso. Per quanto serva dare un nome a quello che c'é, Maddalena ha una sindrome, la sindrome di Poland, che nel suo caso si é manifestata in forma lieve e che per fortuna comporta solo problemi estetico-funzionali alla mano.
E allora inizi a mettere insieme i pezzi...
Dalla compagna di stanza in ospedale, la cui discrezione e il cui appoggio in questi momenti duri mi resteranno sempre nel cuore, al fatto che una mia compagna del liceo con cui sono rimasta costantemente in contatto é fisioterapista della mano e mi sta aiutando nella ricerca dei migliori specialisti in questo campo, tanti piccoli segnali ci hanno reso chiaro che siamo proprio messi su una strada, e che la strada é quella giusta, anche se noi ce la aspettavamo piú semplice, meno tortuosa, piú prevedibile. E poi Maddalena ha fatto di tutto per nascere il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, quindi ha di certo un occhio speciale che dall'alto la segue e la sorveglia.
Dalla compagna di stanza in ospedale, la cui discrezione e il cui appoggio in questi momenti duri mi resteranno sempre nel cuore, al fatto che una mia compagna del liceo con cui sono rimasta costantemente in contatto é fisioterapista della mano e mi sta aiutando nella ricerca dei migliori specialisti in questo campo, tanti piccoli segnali ci hanno reso chiaro che siamo proprio messi su una strada, e che la strada é quella giusta, anche se noi ce la aspettavamo piú semplice, meno tortuosa, piú prevedibile. E poi Maddalena ha fatto di tutto per nascere il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, quindi ha di certo un occhio speciale che dall'alto la segue e la sorveglia.
Lei é uno spettacolo e un portento, una bambina di cui é impossibile non innamorarsi. E tutta la forza di cui c'é bisogno nei momenti piú duri la troviamo proprio guardando lei, cosí piccola, ma cosí sorprendentemente perfetta nel suo essere speciale. E sono certa che lei non abbia ancora iniziato a stupirci davvero!
Non so bene cosa aspettarmi dai prossimi mesi e dai prossimi anni, ma sono sicurissima che il cammino che ci attende non sará lasciato al caso, e che Chi ci accompagna in questa strada non ci farà mancare il sostegno necessario, quando ce ne sará bisogno, cosí come appunto é giá successo.
All'inizio, nei primi giorni dopo il parto, il pensiero costante era quello di essere di fronte a una mancanza, a un qualcosa che non ti era stato dato, a un senso di colpa misto a impotenza, il tutto unito alla paura di essere inadeguata a star di fronte a questa sfida.
Poi c'é stato chi mi ha ricordato che non ci vengono mai date sfide che non possiamo superare. E lí sono tornata ad abbassare il mio sguardo su di lei, sul fatto che lei fosse lí, presente, viva, un dono e insieme un mistero grande. E ho capito anche che il "mi dispiace" che mi si era ingigantito dentro stava sparendo, perché era davvero poca cosa rispetto alla bellezza della sua presenza. Non perché "ci sono situazioni peggiori" o perché "poteva andare peggio", ma perché il suo esserci, ed esserci cosí, mi ha ricordato il conforto e la bellezza dell'essere amati gratuitamente e infinitamente da Chi ci ha dato la vita.
Tutto ció non mi ha risparmiato la fatica e la sofferenza del dover affrontare il tour de force di visite fatte finora e di certo non mi risparmierá le sfide che arriveranno in futuro. Io posso solo augurarmi di non perdere questo sguardo e la serenitá che mi dá la presenza di Maddy ogni giorno.
E cosí ora saprete perché, nei miei racconti di mani e manine, da oggi racconteró anche la storia di una manina fortunata, come la pinna di Nemo...
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