martedì 12 maggio 2015

Felt food: chi vuole un ghiacciolo?

Allora, vi state finalmente godendo questi primi giorni di caldo estivo?
Noi decisamente sì, non ci lasciamo scappare nemmeno un raggio di sole e le bimbe iniziano a sfoggiare un bel colorito, decisamente più sano del pallore che, complici le cento malattie e i conseguenti antibiotici, ci ha accompagnato per tutto l'inverno.

Nell'attesa di inaugurare la stagione dei giochi con l'acqua in giardino (che di bronchiti ne abbiamo abbastanza, grazie, quindi meglio andarci cauti...), ho regalato alle bimbe un nuovo elemento per arricchire la nostra collezione di cibi giocattolo in feltro.

Approfittando del caldo, abbiamo aperto ufficialmente la nostra gelateria!
Che gusto volete?

Per i vostri ghiaccioli di feltro vi basterà avere qualche bastoncino di legno (i più bravi li chiamano abbassalingua, ma anche lo stecchino del ghiacciolo opportunamente lavato va bene!), imbottitura, colla a caldo e naturalmente feltro di ogni colore.


E poi, preparatevi a mangiare quintali e quintali di ghiaccioli (finti)!
Io ho scelto l'improbabile gusto fragola rosa...

Se volete dare un'occhiata agli altri cibi di feltro che arricchiscono la nostra cucina giocattolo, andate a sbirciare la nostra pizza, il set per un perfetto the delle 5, la pastasciutta, il pane e formaggio e l'insalata e, naturalmente, il dolce!

giovedì 7 maggio 2015

Bacchette magiche di riciclo (con l'incarto delle uova di Pasqua)

Tra le tante cose che proprio non riesco a buttare (marito, ogni tuo commento in merito verrà censurato, sappilo!) ci sono gli incarti delle uova di Pasqua. Sono troppo colorati, resistenti, scroccherellanti, sbrilluccicanti e, non ultimo, profumati di cioccolato per finire direttamente nel sacco dell'indifferenziata.
Così me li ritrovo un po' dappertutto per mesi e mesi e ogni tanto ne vado a ripescare qualcuno per realizzare piccoli giochi per le bimbe.

Quello che vi racconto oggi è veramente banale, ma alle piccole è piaciuto tantissimo: ho attaccato con lo scotch qualche strisciolina di incarto delle uova all'estremità di una cannuccia (ma anche un bastoncino va benissimo...) e ho preparato delle bacchette magiche brillanti e rumorose per le bambine.

Come dicevo, a loro sono piaciute tantissimo, in primis perché fanno rumore quando vengono agitate e poi perché, se messe al sole, fanno tantissimi riflessi di luce tutto intorno, con un effetto quasi magico.

Mano grassa di bimba grassa che tiene (miracolosamente ferma) la bacchetta mentre mamma fa la foto!

Poi, si sa, la fantasia dei bambini va oltre la nostra e così le bacchette magiche sono presto diventate delle infallibili armi per scoppiare le bolle di sapone!

Bollaaaaa!!! Dove scappi???

E voi, siete come me imperterriti conservatori delle carte delle uova di Pasqua? Per cosa le usate?

martedì 28 aprile 2015

Il percorso per i pom-pom

Eccoci qui, reduci da una settimana di grandi raffreddori, antibiotici e bronchiti: una settimana di sole chiusi in casa a combattere moccoli giganti e tossi da drago (e stavolta nel giro dei malati mi ci sono trovata pure io!).
Capirete bene che in questa situazione la mente di una mamma le pensa tutte -ma proprio tutte!- per sopravvivere in casa con le due pupattole malate, per cui vi prego di non giudicarmi per l'entusiasmo con cui vi declamerò l'invenzione che ha salvato almeno un paio di pomeriggi: il percorso dei pom-pom!

L'idea mi è venuta mentre le bambine dormivano, stavo riordinando il delirio accumulato un po' ovunque e ho trovato due o tre tubi di cartone di diverse misure (rotoli della carta igienica o dello scottex, ad esempio). Li ho semplicemente attaccati con lo scotch carta alla porta del soggiorno, creando un semplicissimo percorso per pom-pom rotolanti o balzellanti.

Tempo di realizzazione: dai 2 ai 5 minuti netti (ma anche meno, se avete più rotoli e non dovete tagliarli a metà, come ho fatto io).

Risultato? Un successo incredibile: la grande si è divertita a improvvisare gare tra pom-pom rotolanti di diverse dimensioni, la piccola ha imparato, con una velocità incredibile, a infilare i pom-pom nei tubi e a vederli sbucare dall'altra estremità, ridendo come una matta.


Ecco la Polpettona intenta a recuperare il pom-pom dalla ciotolina in fondo al percorso... 


 ... ed eccola testare le diverse possibilità di discesa dei suoi "campioni"!



Non finirò mai di stupirmi del modo in cui i bambini riescano a prendere sul serio e con entusiasmo le idee di gioco più banali e semplici, ma questa è l'ennesima testimonianza del fatto che io dalle mie figlie ho ancora tantissimo da imparare!

giovedì 16 aprile 2015

Giochi sensoriali: la sabbia

Capita anche a voi, a un certo punto dell'anno, di avere un'insaziabile voglia di affondare i piedi o le mani nella sabbia finissima di qualche spiaggia caraibica? A me succede spesso in questo periodo dell'anno, quando i primi caldi mi mettono voglia di calzoncini e infradito e le vacanze estive sono naturalmente ancora lontane anni luce.

Così, quando la scorsa settimana mentre gironzolavo nel mio garden center preferito mi sono imbattuta in un sacco da 25kg (sì ecco, 25 kg... ancora non so come ho fatto!!!!) di sabbia per bambini, non ho potuto fare altro che caricarmelo in macchina e portarlo a casa alle pupattole!

Confesso che già da qualche tempo gironzolavo su internet alla ricerca di una vasca di sabbia da mettere in giardino, ma complici i gatti dei vicini che non perdono occasione per lasciare ricordini in ogni angolo, ho optato per una più sicura scatola di plastica, chiusa con coperchio, e riempita a dovere di sabbia finissima.

Certo, il recinto di sabbia è un'altra cosa, ma ho avuto comunque una conferma: ai bambini basta poco, e l'entusiasmo con cui hanno affondato le mani nella scatola piena di sabbia era tale che in fondo sono stata contenta di non aver comprato una vera sand box!

Le vasche sensoriali si adattano perfettamente alle diverse età delle bimbe, ed è bello vedere come ciascuna si sia approcciata in modo diverso al gioco: la grande ha giocato con formine e animali, mentre la piccola terremotina ha preferito svuotare la scatola, spargendo sabbia per tutto il prato (e anche sui miei pantaloni neri, che lasciare le impronte delle manine sul pantalone della mamma è moooolto più divertente!).

La consistenza particolarmente fine della sabbia ha interessato molto le piccole, soprattutto Maddy che ha "lavorato" con entrambe le manine indifferentemente, scavando nella sabbia anche con la manina più piccola.



Unica avvertenza: alla fine del pomeriggio di giochi con la sabbia in giardino, la vostra voglia di mare e infradito avrà raggiunto livelli da paura!

E se non avete un giardino in cui spargere sabbia come non ci fosse un domani, date un'occhiata alla "sabbia" fai da te che si può giocare anche in casa: cliccate qui per il mio vecchio post in merito!

martedì 14 aprile 2015

Del perché non chiudere un blog... (della serie, l'ennesimo nuovo inizio!)

Mi sto rendendo conto che ultimamente pubblico più post di scuse per la mia latitanza che racconti di quello che faccio con le bimbe, ma se accade ciò è proprio perché faccio così tanto con le bimbe che il tempo e le energie per il blog ultimamente sono sempre di meno.

In questi ultimi tempi sono successe tantissime cose e, anche se i post sono stati pochi, il pensiero è andato spesso a questo spazio virtuale che (chissà come e perché...) continua a vivere e a essere visitato anche se sono latitante.

Mi sono domandata spesso se fosse meglio chiudere il blog con un bel post di saluti e un bel cartello "chiuso per doppia figliolanza" (e si veda la foto, per capire DAVVERO cosa intendo...), ma non sono mai riuscita a darmi una risposta negativa.

Non ho aperto il blog con l'intenzione di guadagnarmi da vivere facendo questo di lavoro, ma con la voglia di condividere quello che si re-impara nella sfida che è essere mamma, una condizione che ci mette inevitabilmente in gioco, che ci chiama a un'attenzione e un impegno che coinvolgono ogni istante della nostra vita, dall'arrivo del nostro pupo e (credo) per sempre.

Nel mio caso specifico, poi, la sindrome di Maddalena ci ha regalato una sfida in più, e proprio dalla gioia che mi arriva dalle sue piccole conquiste quotidiane ho avuto la conferma che questo spazio virtuale non solo deve continuare a esistere, ma può arricchirsi anche grazie alla straordinaria esperienza che da un anno stiamo vivendo.

Per questo nuovo ed ennesimo inizio del blog ho scelto quindi di iniziare dedicando una pagina proprio alla Sindrome di Poland, con la volontà di far conoscere questa sindrome rara e con la speranza di poter essere d'aiuto a chiunque si trovi a fare in conti con questa sfida.

A prestissimo dunque, per tornare a sbirciare tra i pasticci che io e le bimbe combiniamo nei nostri pomeriggi casalinghi!

(Ah sì, nel frattempo abbiamo anche spento la prima candelina di Maddy!)


venerdì 20 febbraio 2015

Kit di carnevale per piccole Aristogatte


Niente, anche quest'anno non ce la possiamo fare: non riusciremo a festeggiare il Carnevale causa (ma guarda un po'!) ennesimo virus che si è stabilito a casa nostra.

Un po' mi dispiace, perché quest'anno la Polpetta di casa si era entusiasmata all'idea della festa in maschera all'asilo e da settimane mi chiedeva di potersi vestire da Minou (siamo nel pieno del tunnel degli Aristogatti già da un po' e attualmente non se ne vede la fine!).

Così mi sono messa al lavoro e le ho preparato un piccolo kit da perfetta Aristogatta: orecchie e coda in stile Minou, un fai-da-te carnevalesco che impegna non più di mezz'ora e che è stato molto apprezzato dall'aspirante gattina.

Vi sarà sufficiente avere un cerchietto, colla a caldo (ma anche ago e filo, se volete fare un lavoro di fino!), un po' di feltro e imbottitura per realizzare coda e orecchie della dolce micetta bianca. Una fessura all'alto della coda vi permetterà di fissarla con un nastro alla vita dei vostri Aristobimbi, mentre con un po' di tulle incollato nel fiocco rosa potrete riprodurre il ciuffetto di pelo bianco di Minou.
Un pantalone e una felpa bianca completeranno il "costume", e non dimenticate gli immancabili baffetti da disegnare a matita sulle guance e al nasino colorato rigorosamente di rosa!



Noi sfoggeremo il nuovo travestimento in occasione di una sfilata carnevalesca nel nostro salone, e ora che ci penso potremmo invitare tutti gli amichetti malati di cui ho notizie in questi giorni... mi sa che, come ha detto la mia amica Gloria l'altro giorno, il costume più gettonato per Carnevale è stato quello da VIRUS!

Buona festa a tutti!

lunedì 16 febbraio 2015

Vasca sensoriale a tema Carnevale!

La maggior parte di voi sarà già alle prese con quel che resta del Carnevale, mentre noi milanesi dobbiamo ancora entrare nel vivo di questa festa grazie al Carnevale ambrosiano.

Il risultato di una settimana intera di asilo (record storico da settembre ad oggi, vi prego di fare una ola adesso!!!) è che Polpetta sta scandendo i suoi pomeriggi urlando "Evviva il Carnevale!" come le hanno insegnato le maestre.
Mi è quindi sembrato doveroso offrire a lei e alla sorellina la possibilità di divertirsi un po' con coriandoli e stelle filanti, anche in casa: una bella scatola capiente, un pacchetto di "coriandoloni", che anche se si spargono in giro per casa li trovi subito, e qualche stella filante. Pochi ingredienti per una vasca sensoriale (o sensory box, come la chiamano quelli bravi) a tema carnevalesco, con un successo assicurato!

Il tutto ha tenuto impegnate le due belve per una buona mezz'ora, tempo infinito in particolare per Maddy che, a 11 mesi, difficilmente riesce a essere coinvolta da un'attività per così tanto tempo. Devo dire che il fatto che riuscisse ad afferrare i coriandoli con entrambe le mai le ha dato parecchia soddisfazione e ne sono contenta, perché il gioco sensoriale è tra le cose su cui voglio puntare di più per aiutarla nell'uso della manina.

Se siete terrorizzate all'idea di raccogliere coriandoli in casa per il resto dei vostri giorni, vi basterà mettere un tappeto o un lenzuolo sotto la scatola che userete per l'attività.
Quindi non avete più scuse: recuperate l'avanzo di stelle e coriandoli e lasciate pasticciare i vostri pupattoli!



Aggiungete anche barattoli per i travasi e piccoli giocattoli da nascondere sotto i coriandoli: le piccole manine laboriose vi ringrazieranno! 




Inutile, vero, che io vi specifichi che Polpetta è di nuovo malata...? 

lunedì 9 febbraio 2015

Card tattili per piccole manine curiose

Tra i consigli che mi sono stati dati appena ho iniziato ad approfondire il lavoro che avrei dovuto fare per la manina di Maddy, c'è naturalmente quello di proporle attività che andassero a stimolare il tatto. 

Ci sono tantissimi giocattoli oggi in commercio studiati per stimolare il tatto e l'uso della mano, ma naturalmente perché accontentarsi di quello che è già pronto quando si può fare qualcosa da sé a costo zero? 

A dirla tutta, la manina di Maddy riesce ad afferrare meglio gli oggetti leggeri, da qui è nata la mia necessità di offrirle qualcosa di interessante dal punto di vista tattile, ma che fosse sufficientemente leggero e agile da spostare. 

Così ho preparato questi dischetti di cartone, ricoperti ciascuno con un materiale diverso e interessante al tatto: spugna, cartone ondulato, plastica da imballaggio (o carta scoppiarella, come la chiamiamo noi!). Sul retro di ciascun disco ho invece incollato della carta colorata lucida, così che nello stesso oggetto vi fossero due esperienze tattili e visive differenti. 



Il risultato non sarà certo elegante e rifinito, sia chiaro, ma Maddy ha apprezzato: la cosa che più le dà entusiasmo nel giocare con questi dischi tattili è il fatto di poterli afferrare con entrambe le mani e spostarli agevolmente, cosa che invece le riesce generalmente difficoltosa con i giocattoli più "strutturati" che ho trovato in commercio. 

L'idea naturalmente può essere comunque replicata per tutti i piccoli esploratori alla scoperta del mondo! L'unico accorgimento: i nanerottoli tenderanno a esplorare i dischetti di cartone mettendoli naturalmente in bocca, quindi il tutto (nel mio caso è stato così) non avrà lunga vita, trattandosi di cartone... Ma pazienza, una ragione in più per inventarsi qualcosa di nuovo!

A presto!

mercoledì 21 gennaio 2015

Di virus in virus

Il mio 2015 sul blog era iniziato con la promessa di essere più costante, ma si trattava di delirio vacanziero da mancanza di tachipirina e antibiotico per più di 15 giorni consecutivi...
Tornati nel grigiore milanese abbiamo presto riabbracciato loro, i VIRUS, che tanto ci sono mancati nel nostro Natale siculo (sì certo, come no...).

Quando iscrivi tuo figlio al primo anno di asilo te lo dicono: "starà più a casa che all'asilo". E tu pensi "sì vabbè, che esagerazione... si ammalerà ogni tanto, pazienza!". Quello che non immagini è che "ogni tanto" significa che frequenta 3 giorni e sta a casa 2 settimane filate, ad andar bene.

E quello che nessuno ti dice è che, inevitabilmente, in quelle 2 settimane a casa il piccolo scolaretto contagia sorellina, padre, madre, gatto, cane e pesce rosso, per non farsi mancar nulla! Con la pediatra ormai ho un rapporto più confidenziale che con mia madre e anche il numero del mio dottore è entrato di diritto tra i preferiti del mio telefono.

In questo turbinio di febbri, vomiti e nasi colanti riuscire a organizzare qualsiasi cosa, che sia la cena della sera o la doccia quotidiana, è fuori discussione, dunque stiamo diventando maestri dell'improvvisazione e paladini del "take it easy".

Tutto ciò per dire che l'anno nuovo non avrà portato le tanto sperate tranquillità e salute, ma ce la faremo comunque. Solo, con un po' di pazienza in più!

(E comunque, caro virus, non sentivamo la tua mancanza, grazie...)

mercoledì 31 dicembre 2014

A volte ritornano!

Cucù! Finalmente si torna a far capolino sul blog! La mia latitanza lunghissima da queste parti non vi avrà di certo fatto passare notti insonni, lo so... ma a me questo spazio é mancato, così come é mancato riuscire a seguire assiduamente tutti i blog a me più cari, quelli in cui mi sento un po' a casa.

Il silenzio del blog ha nascosto dietro le quinte due mesi di corse e nuovi equilibri: il rientro a lavoro, l'asilo, le innumerevoli malattie che Polpetta si porta a casa e che generosamente condivide con la sorellina e anche con me... insomma, ho capito che non ce la posso proprio fare! Non so come facciano le bis (o tris...)mamme con blog al seguito a fare tutto... io é già tanto se riesco a mettere insieme una cena al giorno, figuratevi un po'! Però una cosa l'ho capita, in questi mesi di pausa dalla blogsfera: far progetti con le mie bimbette è praticamente impossibile, dunque ho imparato la filosofia del "take it easy" e a vivere un po' il momento per quello che è, sfruttando fino in fondo tutto quello che l'istante ha da darci (sia anche stanchezza o arrabbiatura, tanto poi passano!).

Intanto le bimbe crescono e stare con loro è sempre più bello. Polpetta ha le prime amichette all'asilo, è finalmente senza pannolino e rivedo sempre più spesso in lei comportamenti e atteggiamenti miei, e mi sembra già una donnina.
Maddy è una patatona di 9 mesi, sempre sorridente e socievole. Sarebbe la bimba perfetta, non fosse che di notte non ci capiamo e ancora ci sveglia quelle 3 o 4 volte...

Il tempo mi sfugge tra le mani ultimamente, ma tra i propositi per il nuovo anno ci ho fatto entrare anche l'intenzione di tornare attiva sul blog, una promessa fatta più che altro a me stessa e che mi auguro di mantenere.
Intanto, buon inizio anno a tutti, con l'augurio che anche tutti i vostri buoni propositi vengano mantenuti nel 2015!

venerdì 31 ottobre 2014

Uh, che paura! Letture speciali per la notte di Halloween

Allora, tutti pronti con zucche, caramelle, ragni e teli bianchi per celebrare la notte delle streghe e dei fantasmi? Io... no! Per fortuna le piccole non sono ancora contagiate dalla Halloween mania, "festa" a cui ancora io per prima non riesco ad affezionarmi, così anche quest'anno niente "dolcetto o scherzetto".

Stasera però non ci faremo mancare una lettura a tema, con un piccolo libretto scovato per caso nell'angolo delle occasioni della nostra libreria preferita ed entrato di diritto nella top ten dei libri preferiti da Polpetta! 

"Uh! Che paura!" è un simpatico modo per accompagnare i bambini nell'universo delle paure più comuni tra i nostri piccoli (che poi io dei ragni sono terrorizzata ancora adesso!), aiutandoli a scoprire che anche le cose che più ci spaventano possono avere un risvolto divertente, sorprendente e amico. 

Pipistrelli, civette, topi, ragni e lupi mannari sono i protagonisti di una storia fatta di suoni, ombre e rumori misteriosi che sì, fanno un po' paura, ma che in fondo nascondono un lato "arcobaleno", così come suggerito dalle illustrazioni. 


Polpetta in compenso ha paura dei giganti, è amica delle cimici e guarda sospettosa i ragni (senza dubbio più coraggiosa di me, che non li guardo neanche con la coda dell'occhio!), mentre i fantasmi sono ancora tutti parenti del "fantasma formaggino" e quindi non la spaventano nemmeno un po'. 

E i vostri bimbi, invece, di cosa hanno paura? 

lunedì 20 ottobre 2014

La forza di una manica rimboccata

La mente di una mamma non si spegne mai. Macina pensieri, pianifica, si domanda e si arrovella, sempre, per i propri figli. Anche se magari non lo vuole, anche se magari va tutto bene, la mente viaggia in lungo e in largo nel tempo. Sarà la natura delle mamme, che vorrebbero essere dovunque e comunque a fianco dei propri cuccioletti, per sostenerli, ma anche semplicemente per osservarli e godere della bellezza del loro camminare sicuri nel mondo.

Poi ci sono sguardi speciali, perché ti accendono dentro domande che si ripetono all'infinito e non hanno una risposta. Così mi succede quando guardo Maddy, la mia piccola pandorina che proprio in questo periodo inizia a fare i conti (seppur inconsapevolmente) con le fatiche e le difficoltà di quello che comporta la sua sindrome. La guardo e mi domando di lei, del suo futuro (ecco la mente che corre sempre avanti...), della fatica che farà a sostenere le occhiate discrete delle persone e gli sguardi che inevitabilmente cadono lì, sulla sua manina fortunata.

Mi chiedo come vivrà lei in un mondo che sempre meno accetta il diverso, il "difetto", dove se non sei perfetto spesso non sei nemmeno ritenuto degno di venire al mondo. Guardo quella sua manica sempre risvoltata un paio di giri all'insù e penso che sarà un po' l'emblema della sua vita, quel rimboccarsi le maniche. Per lei sarà tutto un po' in salita e vorrei essere sempre lì per spingerla un po' e alleviarle la fatica.

La mente di una mamma corre, ma l'occhio osserva e si fa sorprendere da quel frugoletto che dall'alto dei suoi sei mesi inizia a dar lezioni a noi grandi, trovando un nuovo modo per afferrare la vita. Tutto diverso da come avremmo potuto immaginarlo, ma non per questo meno perfetto.

(E niente, la patatona ha imparato ad afferrare il bibe con tutte e due le mani...lacrimuccia da condividere!)

venerdì 10 ottobre 2014

Baby-creativity: torta di pannolini a tema bagnetto

Quando ho ricevuto in regalo per le mie bimbe le torte di pannolini mi hanno sempre fatto un piacere immenso: belle, utili e creative, divertenti da "smontare" e sempre ricche di sorprese. Devo ammettere che questa, tra le tante discutibili mode legate al baby business degli ultimi anni, è quella che più mi ha convinta e così ho setacciato la rete , studiato qualche tutorial e mi sono cimentata anche io nell'opera!

Il risultato mi ha così soddisfatta e il regalo è stato così apprezzato che non solo l'idea è stata replicata in diverse varianti (e presto ve le mostrerò!), ma inizio a pensare di aprirci un'attività... non fosse che sono tremendamente facili da realizzare, davvero alla portata di tutti! Il bello poi é che il regalo si presta davvero a ogni tipo di budget, il tutto infatti dipende dalla qualità e quantità di "ingredienti" che si usano per confezionare la torta. 

Questa è la torta di pannolini a tema "bagnetto" fatta per Alberto: primo strato di pannolini, secondo strato accappatoio, crema per il cambio, bagnoschiuma, spugna e tanti amici per il bagnetto!

Cosa ne dite? Vale la pena provarci, no?

lunedì 6 ottobre 2014

Posso guardare nel tuo pannolino?

Ebbene, si avvicina inesorabile anche per noi il tanto temuto spannolinamento. Naturalmente in autunno, con i panni stesi che asciugano in circa una settimana e con la prospettiva di una decina di cambi al giorno...

Polpetta non è una bimba che ama le novità e quando in bagno ha fatto comparsa il vasino, ha sentenziato che non era cosa per lei, perchè il vasino era della cuginetta (serenamente spannolinata in due giorni estivi, beata mia sorella!).

Così quando in libreria mi hanno consigliato questo libro, l'ho infilato in borsa senza neanche aprirlo. Poi é stato amore alla prima lettura!

Gli ingredienti del successo sono un protagonista curioso e ficcanaso, come tutti i bambini, e la cacca, che da sola garantisce risate assicurate.
Topotto, il protagonista, vuole curiosare nei pannolini dei suoi amici e dentro ci trova cacche di ogni forma e dimensione, a seconda dell'animale. La cosa più divertente è che sono proprio i piccoli lettori, grazie ad alette, ad aprire i pannolini e a scoprirne il contenuto! Ad ogni pagina, la risata è assicurata!
E alla fine, arriverà anche il turno del curioso Topotto, ma il suo pannolino riserva una divertente sorpresa: è pulito, perchè lui, tra lo stupore di tutti, la cacca la fa nel vasino!

Il libro è diventato un must delle nostre letture quotidiane e nelle passeggiate in montagna Polpetta si divertiva a riconoscere le cacche degli animali che incontravamo sul sentiero... per ora non so dirvi se ci aiuterà con lo spannolinamento, ma di sicuro vi garantisco le risate insieme ai vostri bimbi, cosa non da poco, direi!

E voi come ve la siete cavata con il passaggio al vasino?

Titolo: "Posso guardare nel tuo pannolino?"
Autore: Guido Van Genechten
Casa editrice: Clavis

E perdonate come sempre le foto atroci, ma tablet e blogger non sempre vanno d'accordo! 

lunedì 29 settembre 2014

Pupi malati e scatole di cartone...

Dopo una settimana di asilo devo mio malgrado dare ragione a chi mi aveva preparata al peggio: "sarà sempre malata, vedrai, il primo anno lo passerà più a casa che a scuola!". Ebbene, noi che come ormai sapete non ci facciamo mancar nulla, in soli 7 giorni di asilo (un'ora al giorno...) abbiamo collezionato bronchite e virus del vomito, contemporaneamente, è ovvio. Roba da professionisti, non c'è che dire. Quel che é peggio è che ciò significa 15 giorni a casa dall'asilo, con polpetta resa iperattiva dal cortisone e la piccola Maddy inevitabilmente contagiata dai germi della sorella.

Ora che il mio quadro apocalittico è terminato, capirete da voi la ragione per cui si rende necessario inventare ogni giorno un'idea nuova per intrattenere Polpetta in casa. E il perché ho salvato dalla differenziata questa scatola vuota delle brioches, per trasformarla in un fornelletto con un paio di pennarelli e 5 minuti di tempo. 
 Credo in tutta sincerità che l'idea sia piaciuta più a me che a lei (la fase "pentolini"stenta a decollare da queste parti...), quindi a breve il tutto raggiungerà comunque il sacco della differenziata. Però voi una scatola delle brioches salvatela lo stesso, perchè appena riesco voglio raccontarvi di un'idea che invece da noi ha avuto un successone quest'estate!

Nel frattempo, mi rassegno a passare un altro pomeriggio giocando a "facciamo che tu eri Mofy e io Kerry?"... entusiasmante!

Ma voi quali giochi fate con i vostri pupi malati o convalescenti?

lunedì 15 settembre 2014

Stickers-mania? Noi ce li facciamo da sole!

Buongiorno! E oggi sì che è un buon giorno: pelle brasata dal sole del weekend (sole, finalmente!), Polpetta che pian piano prende confidenza con l'asilo, il giardiniere che finalmente disbosca il mio giardino... son soddisfazioni, insomma!

E visto che oggi l'entusiasmo non manca, voglio raccontarvi una delle cose che hanno allietato i pomeriggi piovosi in montagna durante le nostre vacanze, una delle tante idee davvero banali che si sono rivelate vincenti. 

Signore e signori, ecco gli stickers fai da te!

Ingredienti magici per il successo di questa idea: fogli, pennarelli, forbici e tanta, tanta colla stick! Perchè diciamoci la verità, quale duenne resiste al fascino della colla stick?

Il principio è di una banalità disarmante: disegnate su un foglio alcuni soggetti, magari chiedendo al vostro valido aiutante l'ispirazione giusta. Ritagliate ogni singola figura in modo da ricavare una tessera e, su un foglio più grande, disegnate uno scenario che possa contenere i soggetti.
E ora, dotate di colla l'impaziente duenne che, con la foga e l'entusiasmo con cui un muratore sparge cemento sui mattoni, spalmerà per bene il retro di ogni disegno ritagliato, appiccicandolo dove meglio crede. Alla fine, con una segretissima formula magica, fate un incantesimo sul foglio, sollevatelo e.... magia! I disegni non cadono!

Polpetta ha voluto aggiungere di suo pugno qualche dettaglio ai disegni così ottenuti, perché mancavano un sole e una nuvola, secondo lei.
Io credo siano tra i più belli mai fatti insieme, e li abbiamo ancora appesi sul frigo della casa in montagna.
(Ecco, nota per i disegni appesi al frigo: in un raptus di follia da uso di colla a stick, Polpetta ha appiccicato le tessere diettamente sul frigo... ehm...)

Pronti a realizzare anche voi i vostri stickers? Fatemi sapere com'è andata!

lunedì 8 settembre 2014

Ricominciamo!

Diciamocelo, ognuno ha i rientri che si merita... e se in queste settimane ho letto praticamente su tutti i blog di commossi saluti alle vacanze e di più o meno buoni propositi per il nuovo anno lavorativo, qui dalle nostre parti siamo andati un po' contro corrente.

Complice la mia maternità, ci siamo trascinati le vacanze in montagna fino a pochi giorni fa e al rientro non ci siamo fatti mancare proprio niente, dalla vaccinazione della piccola a un giretto in pronto soccorso con la grande (tutto nello stesso giorno, naturalmente!!!). 

Se anche lontanamente mi era balenato il pensiero di pianificare una semplice routine per il rientro, questo non é durato più di cinque minuti... noi siamo grandi fan dell'improvvisazione, a quanto pare!

Eppure le cose vanno avanti, tra qualche giorno Polpetta inizierà l'asilo, io ho già pronta la lacrimuccia da versare di nascosto e il nodo in gola all'idea di lasciarla lì... Maddy è un portento, super mammona, testarda e dolcissima, sveglia e curiosa, ogni giorno una sorpresa... proprio oggi abbiamo iniziato a farle assaggiare la frutta: appena le tolgo il cucchiaio dalla bocca piange disperata!

E inesorabile si avvicina anche il mio rientro a lavoro: meno un mese al giorno fatidico, mese in cui ho accumulato -chissà come!- una lista infinita di cose "che prima che torno a lavoro lo faccio". Ma sono fiduciosa...

Ah sì, e poi ho anche un sacco di voglia di raccontarvi tutte le cose belle che abbiamo fatto quest'estate, dalle idee per trascorrere i pomeriggi piovosi in casa alle scoperte "letterarie" che ci hanno tenuto compagnia in questo agosto montanaro. Quindi spero che le pupattole sincronizzino presto un altro pisolo pomeridiano, così vi racconto tutto!

A presto!

giovedì 31 luglio 2014

Torri di pasta e infili

Ancora poche ore e questo strano mese di luglio ci saluterà, con i suoi infiniti giorni piovosi, l'aria settembrina e il carico di ricordi che non si cancelleranno facilmente. È stato un mese faticoso, in cui sono spesso rimasta da sola con le bimbe e che ha visto anche il doloroso addio al mio nonno, una persona davvero speciale che con la sua vita semplice e discreta ha saputo essere un grande esempio per tutti.

La fatica fisica e morale che mi porta a queste tanto attese vacanze non ha comunque cancellato il piacere di godermi le piccole pesti ogni giorno: Maddy cresce a vista d'occhio, fa grandi progressi nell'uso della manina ed è veramente uno spettacolo! Polpetta è di una dolcezza infinita, anche se i terrible two stanno iniziando a farsi sentire...
E come sanno tutte le mamme che si sono trovate alle prese con i duenni, le idee per tenerli impegnati non sono mai abbastanza! 

Quando non si hanno molte carte da giocare dopo una lunga giornata passata insieme, vale tutto: così, perdonatemi la banalità, è con piacere che vi racconto dell'idea delle torri di pasta!

Una vaschetta di polistirolo di quelle per alimenti, tre stecchini di legno e pasta adatta allo scopo. Basta mostrare alla piccola peste come funziona il gioco... et voilà! Qualche decina di minuti di silenzio, che dopo una lunga giornata sono davvero una benedizione!

Visto che faccino concentrato?!?

giovedì 24 luglio 2014

La casa di Peppa Pig

Ebbene sì, anche dalle nostre parti la Peppa riscuote sempre un successo indiscusso. Le puntate ormai le sappiamo a memoria, così come i libri cartonati che abbiamo collezionato nel tempo, e nonostante ciò l'entusiasmo di Polpetta di fronte alle avventure della maialina è sempre alle stelle. Vabbè, passerà...

Quando però la zia ci ha regalato la super valigetta di Peppa, contenente centinaia di stickers, devo ammettere che un po' mi sono tremate le gambe! Così ho pensato di fare qualcosa di diverso per far giocare Polpetta con i personaggi del cartone animato, usando gli stickers contenuti nella valigetta.

È nata così la nostra personalissima casa di Peppa Pig! Ho riprodotto i locali su un cartone abbastanza grande, poi insieme a Polpetta abbiamo aggiunto gli adesivi per animare un po' le singole stanze. C'è la pizza nel forno, la valigia di papà Pig in salotto, ci sono gli spazzolini da denti in bagno e i giocattoli preferiti di Peppa e George sui loro letti.

Ma non è finita! Poteva forse mancare il giardino? No! E così sul retro del cartone abbiamo disegnato un bel prato con tutto ciò che serve per divertirsi all'aperto, compresa una pozzanghera di fango!

Polpetta si è divertita a giocare con i suoi personaggi preferiti e io sono stata felice di scongiurare l'ennesima puntata de "Il castello ventoso"!

martedì 22 luglio 2014

Pomeriggio in città!

Belle queste giornate di fine ottobre, vero? A dirla tutta, io mi sto godendo il fresco come non mai, ma trovare il modo di rendere interessanti le lunghe giornate passate con le bimbe in casa non è sempre facile.

Così, dato che il parco o anche il giardino di casa sono off limits per ora, l'altro giorno mentre Polpetta riposava mi sono armata di nastro carta e ho improvvisato una città sul pavimento. Ho reclutato le costruzioni e la città si è animata: parco, supermarket, un castello e la fattoria, tanti posti da visitare che hanno comportato un po' di traffico sulle strade di nastro carta...

Idea più apprezzata da Polpetta è stata il ponte, che é crollato più volte tra le sue risate... vabbè!

E anche un pomeriggio in casa è passato! Voi cosa state escogitando per questi "bei" pomeriggi estivi?